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IL RADICCHIO ROSSO TARDIVO DI TREVISO

 

radicchio 1 Storia, lavoro, colore, passione, gusto: tutto questo si trova in questo prodotto tipico della Marca Trevigiana, la cui qualità migliore viene prodotta a Zero Branco. Coltivato un tempo come prodotto ad uso prevalentemente familiare, occupava le corte e gelide giornate invernali dei contadini: oggi è un ricercato prodotto IGP, ottenuto da una serie di lavorazioni prevalentemente manuali.Il Radicchio Rosso Trevigiano viene seminato direttamente a pieno campo verso fine giugno, dopo la mietitura del grano. Un tempo la semina era manuale, oggi si effettua con  seminatrici realizzate per lo scopo e con circa   1,2 kg per ettaro.Fin da subito i campi devono essere costantemente irrigati per garantire una rapida germinazione dei semi, visto anche  clima secco e asciutto dell’estate.Dopo circa un mese si provvede al diradamento delle piante, perché altrimenti se troppo fitte non garantirebbero un raccolto di qualità; questo diradamento viene fatto a mano, pazientemente, sotto il sole cocente di agosto.
Verso metà settembre  si inzia la prima raccolta di quello precoce, il classico spadone a foglia larga, per proseguire anche fino a fine dicembre per il radicchio tardivo, a foglia stretta.
Le piante, un tempo raccolte solo a forza di vanga, oggi vengono sollevate in ordine di fila dal terreno grazie ad  un aratro privo di versoio, trainato da un trattore.
Manualmente si raccoglie ogni pianta e a ciascuna  vengono estirpate le foglie più secche, raccolte  in mazzi, ciascuno composto da circa 20-25 piante di radicchio.
I mazzi di radicchio, affiancati  per due,  vengono poi temporaneamente messi a dimora,  verticalmente,   in un solco di terreno per proteggere anche le radici con la terra, senza lasciarle essiccare.
Ogni fila viene poi ricoperta con tunnel di nailon e questa fase può durare mesi.
Periodicamente alcuni mazzi vengono poi prelevati dal terreno e depositati in vasche con acqua corrente, per la cosiddetta fase di “imbiancatura”: l’acqua corrente, consente la germinazione delle radici, il cuore del radicchio diventa bianco, le foglie diventano croccanti e dolci.
La verde cicoria è diventata irriconoscibile, si è trasformata nel fiore d’inverno.
Dopo un periodo di circa 8 giorni sempre con l’acqua corrente a circa 12 °,  i mazzi vengono tirati su e lasciati qualche giorno ad asciugare, con le radici nella segatura o nella sabbia: un tempo nel tepore delle stalle, sopra il letame, adesso nei garage o nei magazzini.
Si procede quindi alla preparazione del radicchio, e anche qui non ci sono macchine!
L’abilità manuale dell’agricoltore esperto toglie le foglie esterne e lascia il cuore, che è diventato gonfio e trionfo di colore, con le foglie strette, bordate di rosso e dal cuore bianco.
Altra abilità nel pulire le radici: si toglie la terra, si tagliano a lunghezze omogenee.
Un tempo le donne e i ragazzini pulivano il radicchio delle foglie esterne, ma solo gli uomini e gli adulti facevano questo delicato lavoro, quasi a cesellare un’opera d’arte, ogni radicchio un capolavoro!
Terminata la preparazione, il radicchio viene posto su grandi vasche e lavato più volte per togliere i residui di terra, viene quindi confezionato in cassette, per essere pronto per la vendita.
Consegnato direttamente al consumatore o portato  presso le cooperative dei produttori, che lo stoccano  e lo portano nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso, ha ancora qualche giorno prima di essere consumato.
Le cooperative hanno avuto un ruolo determinante nella promozione del fiore d’inverno, sia perché lo portano in tutti i principali mercati ortofrutticoli all’ingrosso a livello nazionale e anche in qualcuno all’estero, sia perché la competenza e la professionalità dei tecnici responsabili  hanno contribuito a  far conoscere questa meraviglia della terra e dell’abilità degli agricoltori, aiutandone il riconoscimento a prodotto IGP. Il radicchio rosso tardivo IGP di Zero Branco è il frutto di anni di selezione di sementi effettuate direttamente dagli agricoltori, della loro  capacità, tecnica e  cura costante.
radicchio7
radicchio 7 I nostri agricoltori  hanno trasformato una semplice cicoria in un prodotto speciale, i cui semi sono stati portati addirittura sulla luna.
Di questo prodotto tutto viene utilizzato: durante la fase di preparazione, le foglie esterne e le radici tagliate si trasformano in concime per il terreno, il cespo dolce con qualche venatura amarotica, viene consumato crudo oppure cotto e pure la radice, si può mangiare lessata, con ottime proprietà diuretiche.Il fiore d’inverno che si può gustare crudo in insalata, in prelibati risotti, crespelle, pasticci, misto a secondi di carne o di pesce, al forno o alla griglia, nel pane, nei dolci, e pure come digestivo nella grappa al radicchio.
Un prodotto perfetto, prodotto nel rispetto dell’ambiente e della natura!
Consorzi, convegni, manifestazioni, sagre, riconoscimento IGP: tutto serve per promuoverlo e farlo conoscere!
La Pro Loco di Zero Branco è davvero lieta  di contribuire a promuovere questo fiore d’inverno, che  in questa terra non ha eguali.
radicchio trevigano

 

ASPARAGO BIANCO

Sebbene molte parti d’Italia conoscano esclusivamente l’asparago verde, il primato della produzione in Friuli spetta all’asparago bianco, diffusamente coltivato anche a livello familiare.
L’assenza di colorazione, caratteristica fondamentale dell’asparago bianco,deriva dal particolare metodo di coltivazione della pianta dalla quale l’asparago viene raccolto quando ancora si trova sotto il cumulo di terra con cui gli agricoltori hanno ricoperto all’inizio della primavera le asparagiaie.Questa tecnica consente all’asparago bianco di mantenere quel delicato sapore che lo contraddistingue, mentre gli amanti dei gusti più marcati sanno di trovare negli asparagi verdi quei sapori decisi che solo la luce del sole riesce a infondere ai germogli raccolti dopo la loro fuoriuscita dal terreno.La specie coltivata è l’asparagus officinalis, pianta erbacea vivace con molte radici e un corto rizoma sotterraneo. Dal rizoma in primavera sorgono i germogli, detti turioni, cioè gli asparagi commestibili, contenenti sostanze dalle apprezzabili proprietà diuretiche e depurative, oltre a fosforo, ferro e vitamine.A Zero Branco le aree di produzione sono concentrate nelle campagne limitrofe del centro ,lungo il corso del fiume Zero.
Attualmente, dopo un periodo di declino, la produzione dell’asparago bianco a Zero Branco sta avendo un deciso incremento quantitativo e qualitativo: é ormai una delle colture orticole più diffuse.A Zero Branco, nonostante la sempre minore disponibilità di territorio agricolo utilizzabile la superficie produttiva negli ultimi anni è, sia pur di poco, aumentata, mentre sempre maggior attenzione è posta alla qualità del prodotto per venire incontro alle esigenze dei consumatori che hanno imparato ad apprezzare sempre più le delizie dell’asparago.

 

IL PEPERONE

 

Il peperone (Capsicum annum) appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è una pianta originaria dell’America, dove veniva coltivata sin dai tempi antichi, e fu introdotta in Europa da Cristoforo Colombo. I peperoni, ricchi di vitamine, si utilizzano in cucina in diversi modi: al forno, alla piastra, fritti, sotto’olio e sott’aceto. Ne esistono diverse varietà che si distinguono per forma, colore e sapore.Per coltivare il peperone è necessario un clima caldo, tipicamente mediterraneo, che oscilla dai 15-17 gradi di notte e i 27-30 gradi di giorno. E’ una pianta molto sensibile sia alle temperature basse sia alle temperature troppo alte, specie se accompagnate da vento, poiché possono provocare scottature sui frutti.Il terreno in cui piantare il peperone deve essere a medio impasto, molto fertile e ben drenato, con ph tra 6,5 e 7. Per ottenere un terreno a medio impasto ben drenato  si mescola il terreno con sabbia, pietre, argilla, ghiaia, torba che si trovano in negozi specializzati. Per renderlo fertile  si concima con concimi organici come letame o compost, reperibili nei negozi specializzati. Per controllare il ph del terreno è necessario procurarsi un piaccametro in farmacia o nei negozi specializzati e seguire le istruzioni. La preparazione del terreno (vangatura e fertilizzazione) deve essere eseguita alcuni mesi prima dell’impianto della coltura.
peperone 2 A secondo la grandezza del sito e il fine della coltivazione,la vangatura può essere eseguita manualmente con la vanga o con l’ausilio della motozappa. Nei solchi realizzati con la vangatura va distribuito a spaglio e interrato stallatico maturo nella ragione di 2 Kg circa per mq.Una volta procurati i semi di peperone, che si trovano in bustina presso i grandi supermercati o nei negozi specializzati, si prepara il semenzaio, che consiste in una piccola superficie di terreno riparata dagli agenti atmosferici con un telo di plastica, oppure in una cassetta di legno o contenitore equivalente, riempita di terreno soffice e fertile, composto soprattutto di sabbia e torba.La semina si effettua da gennaio-febbraio al sud e da febbraio-marzo al nord, spargendo i semi in file distanti tra loro 5-8 cm. Dopo 5-6 settimana circa  dalla semina, appena spunta la quinta foglia sulle piantine, è possibile trapiantarle in giardino o in un vaso più grande. Per la messa a dimora bisogna comunque aspettare la fine delle gelate, perciò al sud la si farà già dall’inizio della stagione primaverile, mentre al nord a metà maggio-inizio giugno.
peperoni1 Le piantine si tolgono delicatamente dal semenzaio e si mettono a dimora nel terreno nel quale precedentemente sono state fatte delle buche con una paletta o punteruolo da giardinaggio, disponendole su file distanti tra loro 40-60 cm circa.Le innaffiature devono essere abbondanti perché il peperone mal sopporta la siccità. Il semenzaio va innaffiato ogni 3-4 giorni con l’ausilio di uno spruzzino o di doccetta  mentre, dopo il trapianto, le piante si innaffiano abbondantemente una volta a settimana, facendo attenzione a non far asciugare la terra tra un’innaffiatura e l’altra. La concimazione del terreno si effettua prima del trapianto e va fatta con concime organico ricco  di fosforo e potassio, reperibile nei negozi specializzati. Le foglie secche e i rametti secchi vanno asportati con un coltellino affilato e disinfettato.I peperoni si raccolgono quando sono ancora acerbi, il periodo varia a seconda della varietà coltivata, ma basta vedere quando raggiungono il colore e la croccantezza tipici. Dopo ogni raccolta è consigliabile innaffiare il terreno.